Documentazione per l'accusa
La CRUI evidenzia l'utilità data dall'e-learning nel miglioramento della didattica universitaria. In mio post commento in modo critico
Gianni
Gianni
Mario Agati, docente di liceo, dedica al "reale" uso delle tecnologie alcuni post nel suo blog. Nel post VoliAMOinAlto descrive con ironia e con sconforto quali sono le reali richieste dei suoi colleghi insegnanti. Tanti altri post che descrivono situazioni sconfortanti di insegnanti alle prese con le tecnologie.
Gianni
Forse c'entra poco, ma da un articolo del Sole24Ore risulta che il governo canadese (già preceduto dal Vaticano!!!) ha manipolato alcune pagine di wikipedia che mettevano in cattiva luce il suo operato.
Qui si parla di e-learning.... e si parla anche di te, Gianni!!!
http://www.scuolaer.it/page.asp?IDCategoria=129&IDSezione=380&ID=96679ù
deschoolingancora contro?
semmai ne aveste il tempo leggete:
http://www.olcos.org/cms/upload/docs/olcos_roadmap.pdf
Segnalo anche qui l'interessante rapporto della Commissione Europea "The ICT Impact Report - A review of studies of ICT impact on schools in Europe" (all'url http://ec.europa.eu/education/doc/reports/doc/ictimpact.pdf) del dicembre 2006 che "draws on the evidence from 17 recent impact studies across Europe. It identifies 12 major findings concerning the impact of ICT on teaching and learning, identifies three types of barriers and makes 13 recommendations to policy-makers, educators and researchers."
Nel documento si evidenzia, tra l'altro, il difficile rapporto degli insegnanti con le ICT nell'educazione.
Le scarse conoscenze e competenze di larga parte dei docenti riguardo alle potenzialità educative delle tecnologie fanno sì che, anche quando vi sia una generica propensione o disposizione positiva ad utilizzarle, l'utilizzo avvenga senza un preciso approccio pedagogico, senza una modifica delle consuete metodologie didattiche e senza nemmeno tentare una integrazione, minandone alla base i possibili benefici.
Questo elemento può essere usato dall'accusa per identificare eventuali correi (con tutte le attenuanti del caso - che non sarebbero poche) nel delitto di 'procurata scarsa efficacia delle ICT nell'educazione'.
marcello molino
Anche questo breve documento (all'url http://www.elearningeuropa.info/files/media/media12729.pdf) contenuto nel numero 4 di eLearning Papers ("pubblicazione digitale realizzata nell’ambito del portale elearningeuropa.info. Il portale è un’iniziativa della Commissione Europea volta a promuovere l’uso di tecnologie multimediali e di Internet a favore della formazione e dell’apprendimento.") identifica nella figura del docente il fattore critico per il successo di qualunque innovazione nell'educazione, e sottolinea come l'impatto delle ICT nei processi di apprendimento implichi necessariamente significativi cambiamenti nel ruolo stesso del docente.
Il sistema educativo dovrebbe dunque farsi carico di un adeguato sviluppo professionale dei docenti.
Anche questi elementi potrebbero essere utili all'accusa per identificare eventuali correi e complici e formulare ancora più attentamente il capo d'imputazione di 'procurata scarsa efficacia delle ICT nell'educazione'.
marcello molino
Un intressante paper in discussione questa settimana su IT forum "Who killed e-learning?"
Lo ho ripreso nel mio blog.
Queste, in sintesi, le principali ragioni del fallimento dell'e-learning evidenziate nel paper in questione sulla base dell'esame di abbondante letteratura internazionale.
...................... evidenzia che, le ragioni di ciò sono da attribuirsi:
Gianni Marconato
La discussione su IT forum offre numerosi spunti sulle critictà del'e-learning.
Ho fatto un copia ed incolla dei contributi in modo da non perderli
Ecco qui un primo file (discussione defining dead)
E qui un secondo (discussione 17 e 18 settembre)
Gianni Marconato
non so se sia più pro o più contro, ma mi ha fatto ri-riflettere molto:
http://www.noiosito.eu/onorioneri.pdf alessandro giorni
Guglielmo Trentin dell’ITD di Genova pubblica su Educational technoloy di ottobre Vol. 47, n.5 "un approccio multidimensionale alla sostenibilità dell’e-learning " (A Multimensional Approach to E-learning Sustainability, pp. 36 – 40).
Più che le sue conclusioni e proposte (puramente ipotetiche nello scenario italiano, purtroppo), mi interessano le premesse da cui parte e che portano acqua al mio mulino
Dunque, Trentin evidenzia che:
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La conclusione è che senza finanziamenti pubblici o sponsor privati, questo approccio non riesce ad auto-sostenersi. Detto altrimenti, sempre secondo Trentin, la qualità di quelle iniziative di e-learning era talmente povera da non giustificare i suoi costi.
Altre considerazioni del nostro: la principale ragione dell’adozione dell’e-learning stava (sta?) nel miraggio (suo il termine) del minor costo e proprio questo approccio ha portato allo sviluppo di e-elarning di bassa qualità.
Questo approccio, ed i suoi risultati, ha prodotto un consistente scetticismo se non repulsione da parte di coloro che ne hanno fatto esperienza ….
La conseguenza è stata il propagarsi di un messaggio di allerta anche tra coloro che non si sono mai coinvolti in simili iniziative.
Trentin si domanda se l’e-learning non sia stato solo un “flash in the pan” pronto ad essere sostituito da una nuova moda o se non abbia in sé le potenzialità di diventare qualcosa di sensato.
Concludo questo post con altre sue citazioni tratte dal lavoro di Seufert e Seufert e Euler che hanno investigato il tema:
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Per non lasciare la curiosità su quale sia la proposta di Trentin, concludo, questa volta per davvero, indicando che si tratta di un modello multimensionale in cui sono strettamente interrelate ben otto dimensioni: pedagogica, professionale, socio-culturale, informale, di contenuto, organizzativa, economica e tecnologica.
i link ad alcuni documenti citati nel mio blog
Gianni Marconato
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